Nel 1734 con la sconfitta austriaca nella battaglia di Bitonto ebbe inizio la monarchia borbonica. Le oligarchie locali continuarono a vessare le popolazioni, il distacco tra la capitale del Regno e le province e localmente tra le città e la campagna furono le cause principali del declino delle zone interne. In Più, la guerra dell’Europa conservatrice contro la Francia rivoluzionaria non agevolava certo i traffici economici. Aumentò il brigantaggio, il rifiuto della leva obbligatoria. Altamura, Gravina , Andria e Bitonto erano tra le città più popolate del meridione d’Italia. In questo periodo si crearono due opposte fazioni quella che sosteneva la causa repubblicana (come Altamura, Acquaviva, Martina Franca) e quella che appoggiava la causa borbonica, la quale con la spedizione sanfedista del Cardinale Fabrizio Ruffo riuscì nel 1799 a reprimere i ribelli. Di qui fino all’arrivo di Garibaldi, la borghesia locale ebbe tutto il tempo per radicare, in modo capillare, il proprio potere sul territorio.
Dal 1805 al 1814 si ebbe un decennio di dominio francese.
Il 2 agosto del 1806 Giuseppe Bonaparte diede il via, attraverso la Legge sull’eversione della Feudalità, alla ripartizione di massa dei demani feudali, a questo si aggiunse la parcellizzazione di 100 mila ettari di demanio pubblico derivati dalla soppressione della Dogana per la mena delle pecore . La messa a coltura di gran parte di territorio murgiano , fece sì che il patrimonio boschivo e zootecnico pugliese e, nello specifico, murgiano, diminuisse drasticamente, ciò fu l’incipit di un problema ambientale che tutt’oggi persiste ( per le stesse ragioni). L’economia si avviava al capitalismo. I contadini si ribellavano e i briganti (tra i più famosi:Caruso di Torremaggiore, Cristella di Laterza, Carmine Crocco,Colasuonno, detto “il ciucciariello” di Andria) combattevano con continue imboscate contro i francesi. A tutto ciò si aggiunsero continue epidemie e carestie (tra il 1827 e il 1841).
Nel 1848 la rivoluzione borghese ridusse notevolmente i privilegi di questa classe, fino all’estate del 1860 quando il popolo appoggiò l’avanzata di Garibaldi che stava realizzando l’unità d’Italia, scatenando in Puglia una vera e propria guerra civile.
Nel 1861, realizzata l’unità d’Italia, fu avviata la distribuzione delle terre pubbliche ed ecclesiastiche, ma chi ci guadagnò furono sempre i ricchi proprietari d’un tempo; ciò costrinse gran parte delle popolazioni povere ad emigrazioni transoceaniche (tra il 1876 e il 1914 , 5.400.000 persone decideranno di abbandonare il meridione d’Italia e tra queste moltissimi saranno pugliesi).
Nel 1902 nacque la Fondazione dei Lavoratori della Terra. Il movimento dei braccianti pugliesi fu il più grosso del meridione, ma tutte le ribellioni furono represse dai governi Giolittiani con l’esplicito o meno aiuto dei latifondisti, l’opposizione dei quali ritardò notevolmente anche la realizzazione dell’Acquedotto pugliese, che si concluse durante il ventennio fascista, coprendo però, solo i centri abitati e non le campagne.
La Prima guerra mondiale (1915-1918) e l’avvento del Regime Fascista aumentò il distacco tra le città e le aree interne e in Alta Murgia si registrarono continui episodi di squadrismo agrario e repressione.
Superata la Seconda Guerra Mondiale (1939 -1945) e proclamata la Repubblica dalla fine degli anni ‘40 alla metà degli anni ’50, l’antifascismo portò con sè un vento di cambiamento che trascinò le menti nelle lotte per l’occupazione e i diritti dei lavoratori.
Nel 1957 il rifinanziamento della Cassa del Mezzogiorno spinse gli interventi economici a favore dell’industrializzazione (asse Bari-Brindisi-Taranto).
Il 13 gennaio del 1963 ad Altamura una grossa Manifestazione segnò un momento importante nella lotta contro le basi missilistiche americane (con testate nucleari puntate verso la L’Unione Sovietica) istallate sull’Alta Murgia.
Nel 1975 venne istituita la Comunità Montana della Murgia nord occidentale.
Nel 1985 organizzata la Prima marcia Gravina-Altamura contro l’installazione in alta murgia di tre poligoni militari permanenti . Nel 1987 si ebbe la Seconda Marcia Gravina- Altamura per la Pace.
Il 28 novembre del 1990 la proposta d’Istituire nell’area geografica Murgiana un Parco Nazionale, idea espressa dal Centro Studi Torre di Nebbia e dal Comitato promotore del Parco all’interno del documento “un parco per il futuro dell’Alta Murgia” ,arrivò come Disegno di Legge n.2549 e portò il 6 dicembre del 1991 all’approvazione della Legge Quadro sulle Aree Protette (Legge n.394/1991) nella quale, L’area dell’Alta Murgia, fu inserita tra quei territori di grande pregio ambientale che di lì a poco sarebbero diventati nuovi parchi. Gli anni successivi sono fatti di alterne vicende, di lotte politiche per accelerare l’iter ti costituzione del Parco e opposizioni dei poteri forti che si opponevano all’istituzione di un’ area protetta che ne avrebbe vincolato lo spregiudicato sfruttamento del territorio.L’ 8 novembre del 2003 la Terza Marcia Gravina-Altamura registrò una grandissima adesione popolare (20.000 persone), la pressione dell’opinione pubblica sul potere politico porterà il 1 luglio del 2004 il Presidente della Repubblica a concludere l’iter burocratico con la firma finale del decreto istitutivo del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Ma le lotte non finiscono mai e il 14 maggio del 2005 la Quarta Marcia Gravina-Altamura, rilancia la lotta per costruire un reale Parco della Pace contro i poligoni militari e per sottolineare la volontà di una gestione partecipata del neo nato Parco.