In Alta Murgia l’inverno portava , soprattutto in passato, abbondanti nevicate e, quando non esistevano i frigoriferi, raccogliere e conservare la neve, dava la possibilità di vendere alle più calde città della costa, questo prezioso derivato dell’acqua , durante i mesi estivi. Con la neve della murgia, in città come Trani , Barletta, Bari si confezionavano gelati e granite.
Le Neviere erano lo strumento fondamentale di una attività, quella del commercio della neve, che costituiva un importante settore economico, sia dal punto di vista di manodopera impiegata che per gli introiti che garantiva.
Molto simili alle piscine, anch’esse sembrano abitazioni sprofondate nel terreno, con le volte a botte sovrastate da un tetto spiovente, ma vi si differenziano per la maggiore elevazione rispetto al piano del suolo e per la copertura di terra e erba del tetto che serviva a rendere gli ambienti sottostanti meno permeabili al calore del sole. La neviera si riempiva da un’apertura superiore detta chiave, mentre lateralmente due porte di legno consentivano il recupero dei blocchi di ghiaccio.
Fasci di sermenti deposti sul suolo dell’ambiente interrato garantivano che il suolo terroso non sporcasse o sciogliesse la neve.
Molte neviere erano del demanio che gestiva il commercio con un’apposita legislazione, il valore della neve era stabilito dalla sua “purezza”, da quanto fosse stata contaminata nell’azione di raccoglimento e di conservazione. Quando il sole calava, i blocchi di ghiaccio venivano avvolti in sacchi di tela e caricati su carri ricoperti di paglia, la corsa notturna verso la costa doveva essere il più veloce possibile, ecco perché le masserie di posta, collocate lungo i tratturi principali fungevano da veloci soste per il cambio dei cavalli stanchi con cavalli freschi.