La fondazione della città di Corato si fa risalire, secondo la leggenda, al II secolo a.C. e più precisamente all’episodio della donazione di alcuni feudi Apuli da parte di Scipione l’Africano ai suoi soldati (dauni e peuceti), vincitori nella guerra contro Cartagine, , tra cui uno dal nome Caius Oratus quella che in futuro, sotto il dominio di Federico II sarà ribattezzata definitivamente Corato. Probabilmente l’etimologia del nome deriva dalla forma quadrata (Quadrata) tipica delle urbanizzazioni romaniche.
Nel VII secolo come città longobarda subì diversi attacchi pirateschi e a scopo protettivo furono edificate torri difensive (quattro) e vie di fuga sotterranee. Queste torri saranno unificate attraverso un compelsso murario durante la dominazione di Pietro il Normanno (1046) e furono edificate altre 25 grandi torri e un castello (Palazzo Gioia). Fu in questo periodo che Corato divenne una vera e propria città.
Essa rimarrà negli anni fedele ai discendenti dei Normanni (Svevi e Angioini) e per questa ragione si conquistò il motto di “cor sine labe doli” (dal latino: “cuore senza la macchia del tradimento).
Successivamente fu degli Spagnoli e poi dei Borbone (XVI secolo) fino a divenire feudo della famiglia Carafa (duchi di Andria e conti di Ruvo).
Nel 1503 fu protagonista della famosissima Disfida di Barletta e successivamente vide lunghi periodi di benessere economico dal governo di Gioacchino Murat passando per l’unità d’Italia.Le vicende della Guerra Mondiale e il periodo Post bellico ricalcano la situazione economico sociale degli altri comuni dell’entroterra barese (come Andria, Altamura e Gravina).
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La Proloco Quadratum
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